PAVzine

Il format della PAVzine, che nasce nella sua concezione nel 2011 sotto forma di foglio stampato, vuole essere un organo informativo e di stimolo alla discussione, con contributi provenienti da vari ambiti di ricerca – scienze umane, ambientali e dei sistemi economici, storia e antropologia, insieme alle discipline umanistiche tradizionali e alla filosofia – che possono aprire campi di comprensione dinamici per far luce sulla complessità dell’arte del nostro tempo.

Prodotta originariamente in versione cartacea, non virtuale ma tangibile, ecco anche la versione digitale e stampabile della PAVzine.
Nel numero 11 è presente anche un invito a partecipare al Protocollo di scrittura di un manifesto potenziale per i giorni a venire di Riccardo Venturi.



I contributi video della presente edizione aggiungono agli argomenti trattati la suggestione delle immagini d’approfondimento.

PAVzine11_WEB è un nuovo format che si aggiunge all’edizione digitale e stampata, visibile sul canale YouTube del PAV.

PAVzine è il magazine realizzato dalla redazione del PAV – nato in collaborazione con lo studio editoriale Pangramma di Torino nel 2011 e nato inizialmente su una piattaforma blog.
Si tratta di un documento concreto, un foglio di grande formato ripiegato, stampato in bianco e nero. Il foglio racchiude contributi provenienti dai vari ambiti della ricerca svolta all’interno del museo: dagli aspetti curatoriali, alle riflessioni metodologiche in campo educativo, sino a nuove visioni e progetti che possano essere di stimolo alla trasformazione del paesaggio.
Nella zine* sono presenti alcune sezioni quali suggestioni estratte da un campo semantico normalmente in uso nel linguaggio della biologia, dell’organicità, del vivente.Si tratta di un documento concreto, un foglio di grande formato ripiegato, stampato in bianco e nero. Il foglio racchiude contributi provenienti dai vari ambiti della ricerca svolta all’interno del museo: dagli aspetti curatoriali, alle riflessioni metodologiche in campo educativo, sino a nuove visioni e progetti che possano essere di stimolo alla trasformazione del paesaggio.
Nella zine* sono presenti alcune sezioni quali suggestioni estratte da un campo semantico normalmente in uso nel linguaggio della biologia, dell’organicità, del vivente.


*Zine: abbreviazione di magazine. Una zine è una rivista di seconda generazione, non profit, a tiratura limitata e libera da copyright, nata nella cultura punk degli anni ’70. Oggi le zine sono realizzate da tutti e per tutti, e sono diventate un metodo per comunicare le proprie istanze, fantasie, desideri o, semplicemente, interessi.Per riuscire nell’intento di realizzare un prodotto comunicativo, espressivo e a volte politico, tutti i mezzi visivi (a volte anche materici) sono validi. Le zine, molto diffuse nel mondo anglosassone (compresa l’Australia) e in Germania, sono pubblicazioni frugali, all’insegna del copia-e-incolla, fatte con materiale “rubato” eppure attente all’originalità.Esiste già da tempo un mercato di queste produzioni, che hanno tutte la particolarità di essere pezzi unici. Sul tema della prassi estetica e sociale delle zine si tengono convegni, si organizzano simposi e mostre-mercato. Alcune gallerie specializzate in questa ricerca estetica (inscrivile anch’essa in un ambito relazionale) organizzano esposizioni, workshop e radunando attorno a sé cerchie d’artisti e pubblico.