Mostre 2009

GREENHOUSE (Autumn)

Diego Bonetto, Nicola Toffolini, Laura Viale

a cura di Claudio Cravero
31 ottobre – 31 dicembre 2009

La mostra, ultima edizione del ciclo Greenhouse, è concepita come periodo di mezzo, vale a dire la preparazione all’inverno, al letargo. In questo clima di attesa, attraverso differenti processi e pratiche artistiche, la collettiva traccia un paesaggio di interpretazioni del reale e del naturale. Diego Bonetto crea una sorta di tour guidato dentro e fuori il PAV per riflettere sui comportamenti e le abitudini che regolano le relazioni tra l’individuo e la società secondo un’idea biopolitica dell’arte, quando, cioè, il controllo delle condizioni della vita diventa materia politica. Attraverso una vera e propria macchina ingegneristicamente programmata, Nicola Toffolini è testimone di una dialettica tra artificiale e naturale nella volontà di fare proprie le leggi rigorose della natura. I video di Laura Viale, infine, esplorano il paesaggio attraverso una visione densa di allegorie.

Comunicato stampa

Nicola Toffolini, Greenhouse Autumn, 2009


 

Village Green

Michel Blazy, Andrea Caretto/Raffaella Spagna, Emmanuel Louisgrand, Lara Almarcegui

a cura di Piero Gilardi, Gianluca Cosmacini, Claudio Cravero
19 giugno 2009 – on going

Tra le urgenze degli artisti vi è spesso la creazione di un luogo a sé, stanza o luogo aperto, uno spazio contenitore in cui convivano diversità, un “Village Green”, un po’ come arcadicamente cantavano i Kinks nel ‘68 (storico gruppo rock inglese), nell’idea di dar vita a una terra linda e pastorale, senz’altro in linea con la modernità, ma incurante delle sue distorsioni. Village Green è anche il titolo che raggruppa i progetti in esterno del PAV. Nell’area verde intorno a Bioma, la collezione interattiva ideata da Piero Gilardi, prendono forma diverse installazioni che indagano innanzitutto il paesaggio nella sua commistione tra urbano e naturale. Con di Michel Blazy, si sviluppa a partire dalla messa a dimora di un centinaio di alberi dismessi dal Natale. Diventando infatti tutori per la crescita di nuovi ortaggi – secondo cioè un’idea di ricircolo temporale – i resti degli abeti sembrano evocare la Festa di Yule, un rito celtico simbolo di rinascita simile ai Saturnalia romani. Oppure Pedogenesis di Andrea Caretto e Raffaella Spagna, la doppia installazione che, attraverso Orto-Arca e Trasmutatore di Sostanza Organica, delimita un’area a destinazione orto-agricola, in una dimensione a metà tra pubblico e privato, per un fortunato vincitore estratto a sorte grazie a una lotteria. Mentre Emmanuel Louisgrand – artista, giardiniere e alchimista – rivisita la forma di una folie, cioè la dimora-capriccio del giardino alla francese del 18mo secolo, Lara Almarcegui è impegnata in un’azione di scavo che rende visibile la stratigrafia geologica del terreno, intrecciando storia naturale, industriale e passato sociale e antropologico.
Le opere di Michel Blazy e Emmanuel Louisgrand sono sotto il patrocinio dalla Délégation Culturelle de Turin Consulat Général de France.

 

Scavo, Lara Almarcegui, 2009

Scavo, Lara Almarcegui, 2009


GREENHOUSE (Summer)

Sophie Usunier – Domestic Condition

a cura di Claudio Cravero
19 giugno – 13 settembre 2009

La prima personale a Torino dell’artista francese Sophie Usunier (Neufchâteau, 1971, vive e lavora tra Milano e Nancy) intende riflettere su diverse situazioni di controllo delle forze e dei movimenti della natura da parte dell’uomo. Domestic Conditions affronta il tema della “domesticazione”, intesa come adattamento dell’uomo all’ambiente in termini di abitudini e comportamento e, viceversa, dell’ambiente sull’essere umano. L’aggettivo domestic si riferisce dunque sia alle strumentazioni casalinghe impiegate dall’uomo per dominare la natura sia l’addomesticamento che l’essere umano mette spesso in pratica per esercitare il suo potere.
Domestic Conditions è patrocinata dalla Délégation Culturelle de Turin Consulat Général de France e realizzata in collaborazione con il Frac Lorraine di Metz.

Comunicato stampa

Sophie Usunier, Domestic conditions, 2009


GREENHOUSE (Winter)

Giuliana Cunéaz, Filippo Leonardi, Dario Neira

a cura di Claudio Cravero
6 febbraio – 19 aprile 2009

Il titolo del ciclo espositivo nasce dalle suggestioni che il termine inglese “Greenhouse” immediatamente evoca: una serra, uno spazio solitamente realizzato in vetro e che, proprio per sua natura e vocazione, irradia e trasmette calore a tutti gli elementi viventi compresi nella sua struttura. A partire dai processi artistici messi in atto nei lavori di Giuliana Cunéaz, Filippo Leonardi e Dario Neira, l’esposizione intende tracciare un paesaggio concepito come esplorazione delle identità culturali e biologiche nella negoziazione dell’alterità, vale a dire l’altro da sé e il sé visto con gli occhi dell’altro.
 La riflessione sul vivente è così puntuale nei suoi binomi corpo/strumento, scoperta/invenzione e biologico/mentale.

Comunicato stampa

Più nessuna danza, Filippo Leonardi, Greenhouse Winter, 2009