Mostre 2012

The Sun behind the Clouds

Ettore Favini / He-He

a cura di Claudio Cravero
31 ottobre 2012 – 13 gennaio 2013

Il titolo della doppia personale fa riferimento a due precisi fenomeni naturali (il sole e le nuvole) intesi come corpi di un conflitto. La luce del sole può infatti essere oscurata da una coltre di nubi, e viceversa il pieno sole in un cielo terso conferma l’assenza di cirri e cumuli. Diventa così difficile assistere al coincidere della massima intensità di entrambi gli eventi naturali, dove la presenza dell’uno nega la possibilità dell’altro. Analizzati da Ettore Favini e il duo anglo-tedesco He-He, il sole e le nuvole costituiscono dunque i mezzi con cui gli artisti danno vita a vortici fumosi, flussi luminosi, accelerazioni meccaniche e cartografie in divenire, sia in forma grafica che installativa. Sono opere concepite quali immagini critiche rispetto alle derive ambientali generate dalla forte e distruttiva antropizzazione.

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He-He, Prise en charge


New Alliance

a cura di Orietta Brombin
21 settembre – 21 ottobre

Sviluppato da un gruppo di artisti, agronomi, operatori culturali e dallo staff del PAV, New Alliance è un processo che nasce dalla consapevolezza che persone e piante condividono un’analoga situazione di precarietà e il medesimo desiderio di crescere e vivere in pienezza. Gli stessi poteri che invadono i territori naturali e li stravolgono per la logica del profitto agiscono sugli spazi della socialità umana, piegandoli a una logica utilitaristica secondo la quale un luogo ha valore se e solo se produce denaro. Per opporsi a questa mercificazione del vivente il PAV e il CAE propongono un patto di mutuo soccorso: facendo crescere piante protette dalla legge, e dunque giuridicamente dotate di un valore, è possibile aiutare un territorio e i suoi abitanti a difendersi da speculazione e sfruttamento. A pieno diritto.

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Asterina

Diego Scroppo

21 settembre – 21 ottobre

Luce e buio, vita e morte, ma anche materia ed energia, naturale e artificiale: su questi binomi Diego Scroppo crea un’opera formalmente semplice ed essenziale, capace però di turbare sottilmente il visitatore e sollecitarlo in parti di sé poco frequentate, alla ricerca di possibili spiegazioni del suo stesso straniamento. La scelta di utilizzare i funghi bioluminescenti come medium artistico per la loro natura ibrida di difficile e ambigua classificazione ha condotto l’artista a collaborare con il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino

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Mostra PREMIO PAV 2012

a cura di Gianluca Cosmacini
30 giugno – 16 settembre

Into the habitat è il racconto espositivo dei progetti selezionati nell’ambito del PREMIO PAV (seconda edizione), dei processi innescati e delle tappe che, in ultima battuta, hanno portato alla realizzazione di Focolare, primo classificato.
L’inquadramento tematico, con cui si sono confrontati i progettisti, è nato da una serie di riflessioni emerse durante i seminari interni del PAV sul comune senso di disagio e impotenza dell’uomo nel riuscire a vivere “in armonia ed equilibrio con la natura”. Da queste brevi premesse è sorta la necessità di suggerire tramite il bando di concorso possibili declinazioni del concetto di abitare, vivere e attraversare un parco in città che è al tempo stesso museo, laboratorio, centro sperimentale sui tematiche del vivente, ma soprattutto che può diventare “rifugio” relazionale ed esperienziale. Per dare corpo a questa idea il curatore ha individuato lo shelter come parola chiave, nell’accezione reale e simbolica di zona franca ricca di potenzialità relazionali e non intesa quale luogo per l’affrancamento dal mondo.

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Tales of a Sea Cow

Etienne de France

a cura di Annick Bureaud
29 marzo – 24 giugno 2012

Impiegando diversi media, il lavoro di Etienne De France (Parigi, 1984, vive a Reykjavik) si concentra su soggetti come la scienza, la natura e l’architettura utopica attraverso l’espediente narrativo. Tales Of A Sea Cow è infatti il progetto, a metà tra scienza, realtà e fiction, sulla recente scoperta in Groenlandia di una specie estinta di mammifero marino: la Rhytine de Steller. L’esposizione diventa una metafora, a metà tra realtà e finzione, grazie alla quale l’artista riesce a mantenere una giusta distanza emotiva dal suo oggetto di indagine, una zona franca pienamente poetica, dove il dubbio ha diritto d’asilo e il pensiero critico può svilupparsi in piena libertà.

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ORTO_GRAFICO

a cura di Orietta Brombin
29 febbraio – 25 marzo

Percorso espositivo e allo stesso tempo laboratoriale sui temi del paesaggio, del processo di crescita e trasformazione biologica, della rete di relazioni, scambio continuo e interdipendenza tra uomo e natura. Il racconto del giardino vivente e delle sue relazioni d’arte e vita con il pubblico dipanato attraverso alcuni documenti video che ripercorrono significative esperienze di intervento artistico nel paesaggio e accompagnato da una proposta performativa rivolta ai visitatori del PAV. Sulle pareti nere della project room sono stati proiettati frame da video di Jardin Mandala, installazione ambientale di Gilles Clément, sulle quali ciascun visitatore ha potuto intervenire con segni ricavati ritagliando materiale adesivo industriale, seguendo il profilo delle piante che compongono il giardino, fino a ricostruire, frammento dopo frammento, una visione macroscopica dell’impianto vegetale.

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