Mostre 2014

Vegetation as a political agent

Ayreen Anastas e Rene Gabri, Imre Bukta, Amilcar Cabral, Filipa César, Critical Art Ensemble, Emory Douglas, Fernando García-Dory, Piero Gilardi, Daniel Halter, Adelita Husni-Bey, Bonnie Ora Sherk, Claire Pentecost, Marjetica Potrč, RozO (Philippe Zourgane e Séverine Roussel), Nomeda e Gediminas Urbonas

a cura di Marco Scotini
30 maggio 2014 – 11 gennaio 2015

Articolata sul doppio registro di storia e attualità, Vegetation as a political agent mette insieme, e sullo stesso piano, interventi artistici e architettonici di tredici artisti internazionali, documenti di figure pionieristiche delle prime rivoluzioni ecologiche e apparati scientifici provenienti dal mondo botanico. Insieme alle opere e alle installazioni, la mostra comprende una vasta serie di illustrazioni e campioni vegetali, materiali dʼarchivio e manifesti prodotti in unʼampia varietà di contesti culturali differenti. La geopolitica che ne fa da sfondo va dallʼOceano Indiano (Isole Mauritius e Réunion) alla Guinea-Bissau, dal Sudafrica al territorio messicano.

Comunicato stampa

Immagine dell'interno dell'installazione con fotografie in bianco e nero appese


Sic Vos Non Vobis

Andrea Caretto/Raffaella Spagna, Amit Mahanti e Ruchika Negi (Frame Works), Géraldine Py e Roberto Verde, Marie Velardi

a cura di Claudio Cravero
15 marzo – 4 maggio

I lavori in mostra hanno riproposto in un certo senso una cartografia dell’acqua, da un punto di vista rappresentativo e narrativo, ma soprattutto cognitivo. Attraverso le opere è stato messo in evidenza quel gioco di tensioni tipico del potere e della volontà di controllo; le stesse forze che, tese tra loro, vedono l’acqua in bilico tra l’essere considerata bene pubblico intoccabile e la sua privatizzazione a merce di profitto.

Comunicato stampa

Particolare del tavolo luminoso con forme di cera


Show Food

Michel Blazy, Brigitte de Malau, Norma Jeane, Officine Sintetiche | Ali Zaidi

a cura di Orietta Brombin
17 gennaio – 2 marzo

Show Food ha presentato una moltitudine di sguardi sul cibo, non solo inteso come bene primario, quanto come uno straordinario veicolo di relazione, scambio e conoscenza, come elemento che non svanisce, ma che si trasforma e ci trasforma. Sul tema della migrazione si è sviluppata l’installazione interattiva Nomadi che coinvolge in un percorso audio-visuale con più di cinquanta video; La table de Circé ha offerto la visione del PAV quale territorio ideale per la raccolta delle erbe e la sperimentazione culinaria; legati al surplus, al dispendio e al riutilizzo del cibo sono stati esposti il documentario video del Workshop_25/Methodology of squandering e i video I’m making art (food), Le chien et la souris e The Party.

Comunicato stampa

dettaglio dell'installazione