Teatrum Botanicum 2018

Si è svolta venerdì 14 e sabato 15 settembre  si è svolta la terza edizione del festival dedicato ad artisti e curatori emergenti la cui indagine si colloca nello spazio interstiziale tra pratiche e riflessioni artistiche ed ecologiche proprie del centro d’arte contemporanea.
Il programma di Teatrum Botanicum, orientato alle logiche della performance, si è concluso domenica con il workshop condotto da Enrico Malatesta domenica 16 settembre.

Nel corso delle due giornate del festival, gli artisti si sono confrontati  in un territorio liminale tra la dimensione espositiva e quella performativa, a creare fratture tra l’attraversamento dello spazio tipico di una mostra e la calendarizzazione di interventi time-based, tra rimandi e slittamenti dinamici di tempi e luoghi, tra un intervento e l’altro. Le proposte degli artisti invitati sono messe in costante relazione, ora tramite piccole stratificazioni, ora tramite meccanismi che ricordano quello della staffetta.

In scena, o sul campo da gioco, opere e interventi di: Enrico Boccioletti, Roberto Casti, Michela Depetris, Mimì Enna, Furlani-Gobbi, Sara Manente e Christophe Albertjin, Gabriele Rendina Cattani, Claudio Rocchetti, Youngboyswritinggroup.
Hotel Antropocene, press conference a cura di Federico Nejerotti e Nelle Gevers.
Achiropitismo: talk / performance / libro game, progetto a cura di ALMARE con Mauro Lanza, Andrea Valle e Renato Grieco.
Dj set di XIII e Sabla.

Si è bevuto e mangiato grazie alla collaborazione di Isola Torino.
“Prima che le azalee del profondo Sud fioriscano, vengono percepite come arbusti pressochè anonimi” scrivono Wandersee e Schussler, studiosi di botanica che nel 1998 formulano la teoria della plant blindess “quando si coprono di boccioli rossi, rosa e bianchi, nessuno può ignorarle”.
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*Il titolo del festival è un omaggio al lavoro di Uriel Orlow, Theatrum Botanicum