Immigration

Francesco Mariotti

Immigration
2007

Durante la fase di costruzione del PAV e dell’opera Bioma, la Città di Torino (partner del progetto insieme alla Fondazione Torino Musei e AMIAT), ha concesso all’associazione acPAV l’utilizzo dell’edificio della British Columbia House, meglio conosciuta come “Casa Canada” nel periodo olimpico. Situata nel cuore di Torino, da novembre 2006 a maggio 2007, Casa Canada è stata la sede temporanea del PAV e ha ospitato la programmazione culturale delle attività denominate sinteticamente PAV PREVIEW.

Nell’ambito dell’Art Program, che ha compreso conferenze, workshop, convegni e presentazioni al pubblico del futuro programma espositivo, ha preso forma, nel giugno 2007, la prefigurazione di Immigration, il progetto dell’artista svizzero Francesco Mariotti. Immigration, della durata pluriennale, nasce da una serie di studi di carattere antropologico sui miti latinoamericani, premessa dei Giardini ibridi messi a punto dall’artista con il biologo Stefan Ineichen e costituiti da led luminosi inseriti all’interno di bottiglie di plastica. Dall’idea di lucciole-lanterne, il progetto intende creare un vero e proprio impianto tecnologico di supporto al futuro habitat per l’insediamento delle lucciole, un biotopo (messa a dimora di terre), che comprende differenti specie di piante, laghetti artificiali, molluschi e larve di insetti. Nella costruzione del biotopo per la nuova “immigrazione” dei preziosi insetti luminosi s’intende dunque sfidare l’inquinamento dei gas e delle luci delle nostre città, invertendo cioè il nostro impatto sull’ambiente.

Su una sponda erbosa del piazzale Valdo Fusi di Torino sono state così seminate circa duecento lucciole-lanterne. Mentre di giorno dei suoni diffusi hanno generato diverse percezioni e sinestesie, al buio le lucciole-diodi di colore verde hanno illuminato l’area creando nuove suggestioni.

L’anteprima di Immigration, parallelamente a Glow Up!, il progetto educativo e formativo del PAV, è stata significativa per accompagnare gradualmente l’impianto del biotopo che, prima ancora di essere un tentativo di creare un habitat per lucciole in un angolo della città, è metafora organica, poetica e visiva di un rinnovato dialogo fra la natura e l’uomo.

(testo da Ecosoft Art, Un parco in movimento, 2006/2008)