VALENTINA ROSELLI
POSSIBILITÀ DELL’INTELLIGENZA VISIVA
8 OTTOBRE 2020
Testo e immagine di Valentina Roselli
EMBLEMA
VALENTINA ROSELLI, 2020
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Sfide cognitive e spirituali che ripagano in modo lento e silenzioso: approfondire la metafora vegetale non si presenta come miglior affare sulla scala temporale che domina la specie umana.
Emblema nasce da questo sentimento, forza il sistema arruolando piante, vessilli, alcune nozioni sull’organizzazione della mente umana.
Valentina Roselli si è concentrata su sei paesi che hanno scelto la rappresentazione di un elemento vegetale come emblema per la propria bandiera: Canada, Cipro, Eritrea, Grenada, Libano e Macao, vessilli che sventolano in assenza di altri evidenti simboli legati alla presenza umana.
Per quanto riguarda le immagini delle bandiere, l’artista ha scelto il bianco e nero come espediente per disattivare il violento impatto visivo dei colori nazionali e portare l’emblema vegetale al centro dell’attenzione. Il nucleo di questa riflessione si basa sul concetto di Plant Blindness (cecità alle piante), introdotto nel 1998 da Wandersee e Schusser; i due studiosi sostengono di essere arrivati a questa definizione “dopo anni di discussioni, letteratura di ricerca e una buona dose di trepidazione”.
Ormai obsoleta, la classifica antropocentrica che vede le piante come esseri inferiori agli animali porta alla conclusione che queste non siano degne di grande considerazione. La cecità che rende scontata la presenza delle piante e conduce all’incapacità di notarle nel loro ambiente, comporta anche la difficoltà di riconoscere il loro impatto sulla biosfera e negli affari umani. Mantenendo una sana distanza da una certa retorica dell’inclusività, nasce spontaneo chiedersi se questa mancanza di sensibilità verso le piante possa essere alla base di molte altre incomprensioni relative alla nozione di “diversità”.
L’artista è molto legata ad una teoria secondo cui le piante non vengono comunemente registrate come parte dell’evoluzione umana, perché non sono mai state percepite come minaccia alla nostra sopravvivenza. Appaiono immobili e innocue, a differenza di animali e persone dalla quale difendersi – che sono, invece, creature controllabili.
Le piante sono capaci di straordinarie strategie adattive, perché non possono scappare. Per riuscire a mantenere il loro posto, devono fronteggiare problemi e minacce sul momento; procrastinazione, negazione e fuga non sono opzioni.

